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La crescita dell’industria manifatturiera sempre più basata su competenze tecnologiche

27 Settembre 2018

Parte oggi a Cernobbio la due giorni del World Manufacturing Forum. Fra gli argomenti che verranno discussi ne dobbiamo evidenziare uno della massima importanza non soltanto per il settore dei macchinari per il packaging e per il settore ceramico (produttori di macchinari e produttori di piastrelle, laterizi, sanitari) ma per l’intero comparto manifatturiero: la mancanza di competenze (skills) produttive possedute dalla forza di lavoro. Nell’articolo del Sole24ore del 27 settembre, a firma Luca Orlando, si legge: “Si tratta in realtà di una preoccupazione condivisa a livello globale… Tra le nove sfide identificate nel libro bianco 2018 del WMF, al primo posto vi è infatti proprio il tema delle competenze. Solo negli Stati Uniti, per effetto della ridotta offerta di personale formato in modo adeguato, si stima ad esempio che nel 2030 vi saranno quasi otto milioni di posizioni “scoperte”, tradotte in un mancato output di 607 miliardi di dollari .”

Nel rapporto, la principale criticità per il futuro (ma già stringente oggi) è rappresentata dalla carenza di skill tecnologici, soprattutto hi-tech, adeguati. Una carenza “determinante ”, prosegue l’articolo, “perché proprio le aree che nei prossimi anni sono viste generare i maggiori vantaggi competitivi per le imprese (robotica, analisi predittive, internet delle cose, sensoristica avanzata e big data) sono quelle in cui è più evidente la scarsità del know-how, ora e anche in prospettiva. «Un problema non solo italiano - sottolinea Marco Taisch del Politecnico di Milano, responsabile scientifico del report - ma che riguarda numerosi paesi. La velocità della trasformazione tecnologica ha spiazzato numerose realtà e tutti gli esperti che abbiamo consultato sono concordi: l’assenza di competenze adeguate rischia di essere un elemento di debolezza per il sistema. L’investimento in nuove tecnologie è benvenuto ma deve essere accompagnato da sforzi analoghi anche in termini di istruzione e formazione».”

Ma uno dei problemi, a questo riguardo, è anche rappresentato dalla scarsa attitudine dei giovani ad investire in istruzione e formazione destinate in modo specifico al lavoro nell’industria manifatturiera.

L’articolo infatti prosegue:  “«Uno dei motivi per cui l’industria non riesce ad attrarre e a sviluppare un numero sufficiente di talenti - aggiunge Taisch - è la percezione negativa di questa attività, lo scarso appeal della fabbrica tra i giovani. Occorre quindi lavorare come se si trattasse di un “brand” da rilanciare, operando su tutti i canali possibili: dalla scuola ai mezzi di comunicazione, impegnando la stessa industria nel rappresentare al meglio le proprie qualità». “

News tratta da il Sole24ore online del 27/09/2018, dove si può scaricare il rapporto, in formato pdf: World Manufacturing Forum Report 

Articolo completo su: La carenza di competenze hi-tech rallenta la crescita di Industria 4.0

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