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Uno sguardo all’industria del farmaco nella regione sub-sahariana

20 Giugno 2019

Con importazioni che sfiorano il 70-90% dei farmaci consumati, i vari governi dell'Africa sub-sahariana stanno valutando se sia giunto il momento di promuovere una maggiore produzione locale.

L’import farmaceutico infatti supera notevolmente quello di Cina e India che si aggira intorno al 5% e 20% rispettivamente.
Il continente conta in totale 375 produttori di farmaci, localizzati perlopiù in Nord Africa, che servono una popolazione di circa 1,3 miliardi di persone.

Le industrie presenti nella regione sub-sahariana sono in gran parte raggruppate in appena 9 dei 46 paesi, hanno piccole dimensioni e attività che non rispecchiano gli standard internazionali.
A confronto, Cina e India, ciascuna con circa 1,4 miliardi di abitanti, dispongono rispettivamente di 5.000 e 10.500 industrie farmaceutiche.

Il valore del mercato farmaceutico sub-sahariano è ancora relativamente contenuto, a quota 14 miliardi di dollari rispetto ai 120 miliardi della Cina e 19 miliardi dell’India.
Nell'Africa sub-sahariana, solo Kenia, Nigeria e Sud Africa dispongono di un’industria relativamente articolata, con dozzine di aziende che producono sia per il mercato locale sia per i paesi limitrofi.

Quasi tutti i produttori dell’area acquistano gli ingredienti e i principi attivi (APIs) riformulandoli in pillole, sciroppi, creme e capsule, circa un centinaio si limita al packaging e solo tre (due in Sud Africa e uno in Ghana) producono APIs, ma con attività di ricerca e sviluppo poco significative.

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