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Bilanci Macchine Acimac 2017: ottime performance delle aziende italiane

19 Marzo 2019
Produttori mondiali di macchinari per l’industria ceramica e del laterizio: il consuntivo dei bilanci 2017 evidenzia un ulteriore forte accelerazione delle vendite delle aziende italiane ed una loro maggiore produttività rispetto al Resto del Mondo.
 
Imprese italiane VS. Resto del mondo
 
I dati di bilancio 2017 dei costruttori di macchinari per l’industria ceramica e del laterizio, analizzati presso il Centro Studi ACIMAC-MECS, mostrano chiaramente una ulteriore forte accelerazione delle vendite (che già  erano cresciute significativamente nel precedente triennio 2014-2016): la crescita del 7,7% del fatturato globale di settore è infatti il combinato disposto di una crescita italiana di oltre il 10% e di una crescita del Resto del Mondo di circa la metà (di poco superiore al 5%).
 
Analogamente, l’occupazione delle imprese italiane cresce vigorosamente (+10%), contrastando le tendenze di crescita stagnante del resto dell’economia. Il Resto del mondo osserva anch’esso una crescita occupazionale nel settore, ma di poco superiore al 4%.
 
Se se ne valutano le performance in senso comparativo, emerge una netta superiorità delle imprese italiane in quasi tutti i “ratios” che sintetizzano i risultati dell’analisi di bilancio: il ROI ed il ROS sono superiori (6,2 e 6,1 rispettivamente). Il valore aggiunto è maggiore, rispetto al fatturato, nelle imprese straniere, ma questo è l’effetto della maggiore dimensione (e integrazione verticale) delle imprese del Resto del Mondo: infatti la produttività (valore aggiunto per occupato) è nettamente superiore nelle imprese italiane (quasi 72.000 Eur per addetto contro 61.000 Eur nelle imprese straniere). La maggiore efficienza italiana nella gestione del personale si vede anche dall’incidenza del costo del lavoro sul fatturato, pari a solo il 19,1% contro il 26,6% all’estero (sebbene il costo del lavoro per addetto sia superiore in Italia di quasi 6.000 Eur/anno). Ciò permette di controbilanciare l’effetto delle dimensioni sul valore aggiunto, cosicchè le imprese Italiane presentano un Margine Operativo Lordo EBITDA di fatto al medesimo livello di quello straniero: 8,3% del fatturato contro il 9% all’estero. In ogni caso, l’utile netto del 5,16% delle imprese italiane è leggermente superiore a quello delle imprese estere del settore. Un ultimo commento riguarda il modo in cui le imprese italiane conseguono un così alto vantaggio di produttività: lo fanno attraverso una notevole intensità di investimenti in capitale produttivo (tangibile o intangibile). Il totale degli assets produttivi a disposizione di ciascun lavoratore è, infatti, in Italia, mediamente di oltre 100mila Euro superiore rispetto a quanto si riscontra, in media, nelle imprese del Resto del Mondo (280mila Eur per addetto contro meno di 180mila Eur per addetto nelle imprese straniere).
 
Dal punto di vista della struttura e della robustezza finanziaria, le imprese italiane presentano liquidità abbondante quanto quella delle imprese estere ed un comparabile grado di copertura reddituale degli interessi passivi. La Posizione Finanziaria Netta (su EBITDA) è molto simile e l’unica differenza di rilievo consiste nel grado di capitalizzazione il quale, almeno a livello contabile, è inferiore nelle imprese italiane (26% contro il 46% che si misura all’estero). Fintantochè i tassi di interesse continueranno ad essere bassi, quest’ultima circostanza, più che un rischio, rappresenta un’opportunità: quella di sfruttare profittevolmente un maggior grado di leva finanziaria grazie ai mezzi di terzi.

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