Scenari economici

Ricerca sanitaria: leva strategica per l’Italia

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, durante la conferenza "Stati generali della ricerca sanitaria" (Roma 27-28 aprile 2016), ha dichiarato che per l'Italia è prioritario investire in ricerca sanitaria non soltanto per attrarre investimenti e garantire sviluppo e crescita al Paese, ma per dare nuove opportunità alle giovani generazioni evitando la consistente migrazione di risorse intellettuali.

La necessità di mettere la ricerca al centro dell'agenda governativa è stata evidenziata anche dai numeri che vedono l'Italia agli ultimi posti delle classifiche: 118mila ricercatori contro i 360mila della Germania; l'Inghilterra ne ha 260mila, la Francia 265mila e la Spagna 123mila.

Spendiamo l'1,3% del pil in R&S contro il 2% medio nella UE e un target europeo fissato al 3% nel 2020.

La proposta avanzata si basa sulla creazione di contratti di lavoro a lungo termine (10 anni più un possibile rinnovo di 5), a step definiti, ove il ricercatore sarà soggetto a valutazioni progressive in termini di merito e di risultato della ricerca, con la possibilità di rimanere nel settore o di entrare nell'organico del SSN.

A supportare il progetto Lorenzin, il piano per la ricerca nazionale da 2,5 miliardi di Matteo Renzi al vaglio del Cipe entro fine mese, che destinerà ben 600 milioni alla ricerca sanitaria.

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